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Pescare le palamite a bolognese da terra

Lanciare sulle placide acque del porto quando le barche sono tutte all’ormeggio. Vedere il galleggiante che sprofonda sott’acqua e fare emozionanti recuperi di pesci capaci di far girare la frizione all’impazzata! Questa è la pesca delle palamite in mare da terra: veri missili nel porto

In questo articolo ci dedichiamo a una tecnica di pesca che può permettere di catturare davvero grossi pesci, ovvero le palamite, pescando da riva. La “Sarda sarda”, nome scientifico della palamita, potrà essere catturata dai moli portuali impiegando una palamita robusta e una montatura fatta con un galleggiante scorrevole.

Bisogna provare prima di dire che non ci sono!

Credo che parecchie persone rimarrebbero sorprese di scoprire che negli spot di pesca portuali che frequentano ci sono le palamite. I video che potrete vedere, collegati a questo articolo sono stati registrati a Portoferraio, all’Elba, ma in molti altri porti italiani questa pesca può permettere la cattura di palamite e alletterati. Provare per credere.

Guarda il video della pescata

PALAMITE dal MOLO con la BOLOGNESE con MARCO VOLPI”

Inquadra il codice qr e guarda il video completo della battuta di pesca alle palamite registrato da Marco Volpi al molo dell’orologio di Portoferraio. Per scoprire molti più video di pesca, registrati alla newsletter su PescaTV.it, è tutto gratis!

Palamite a bolognese

Montatura, innesco e…

La pesca alle palamite si effettua con i galleggianti scorrevoli. La grammatura dipenderà soprattutto dalla distanza di lancio. Consiglio i galleggianti BS6 scorrevoli di Tubertini, perché lavorano quasi come se fossero galleggianti fissi, nel senso che sono molto sensibili. Questo aspetto è importantissimo e ne parlo già in questa parte iniziale d’articolo perché deve essere chiaro che la palamita è un pesce molto sospettoso. Non lasciatevi ingannare dal suo aspetto, con questa bocca munita di grossi denti, perché se la palamita sente una trazione troppo forte del galleggiante, non lo fa neppure affondare del tutto e sputa subito l’esca, lasciando magari il pescatore inesperto credere che si sia trattato di un altro pesce, magari un piccolo “saragotto”. Per questo sarà fondamentale l’impiego di galleggianti tipo il BS6 Tubertini, in grammature comprese tra 10 e 25 grammi circa, e questo galleggiante dovrà essere tarato con precisione, lasciando che esca solo l’astina, una volta in pesca.

Montiamo la canna

Per questa pesca ci servirà una potente canna bolognese. Nel video io uso la Tempest 5 metri sempre di Tubertini, abbinata a un mulinello Concept D 5500 caricato con dyneema dello 0,16 seguito da venti metri di Tatanka Evo Silver dello 0,28. La preparazione della canna da pesca avviene in questo modo. Infilo sulla lenza uno stopper in gomma (TB3005 o 4005) oppure una perlina dura con un nodo di fermo. Questi due sono i sistemi classici per fermare la discesa della lenza quando si pesca con un galleggiante scorrevole. La piombatura del galleggiante scorrevole sarà fatta con una corona di pallettoni di piombo sferici da 2 o 2,5 grammi l’uno. Seguirà una girella doppia o tripla con un moschettone di tipo Silent Quick Snap di C’ultiva, distribuito da Tubertini. Ci tengo a precisare che questo moschettone diverso dagli altri perché ha la protezione in tubicino in gomma che serve davvero a preservare l’asola del terminale quando la palamita arriva a portata di guadino. Ancora una volta ve lo dico, amici di Pesca Dalla Barca, sono i particolari che possono fare la differenza, e questo è uno che conta.

Finale e amo

Prepareremo quindi un terminale con filo in fluorocarbon. Anzi, con fili in fluorocarbon, e dopo vedremo perché. Gli ami che a me piacciono più di tutti sono i serie 4331 di Tubertini nella misura 1/0. Sono ami di tipologia Aberdeen, robustissimi ma senza eccedere nel peso. Sono tanto affidabili che li usiamo spesso nei Mondiali in quelle nazioni in cui i pesci sono grossi e abbondanti. Il calamento sarà fatto con due fili. Avremo il tratto principale del finale fatto con un metro e mezzo di fluorocarbon dello 0,22 o 0,25 mm, e poi avremo una girella TB120SS del 14 o 12 che collegherà un rinforzo di lenza da 15 centimetri di fluorocarbon dello 0,40 da 15 cm e l’amo 4331. Il filo che uso è il Soflex di Momoj.

Guarda il tutorial

2° video con le spiegazioni tecniche

Inquadra il codice qr con il tuo smartphone e guarda il video tutorial sulla pesca delle palamite da terra. Tutto quello che hai letto in questo articolo viene spiegato nei dettagli dal nostro pluri-Campione del Mondo di pesca Marco Volpi del team Tubertini.

Il nodo palomar

Consigliato per legare la girella

Per la giunzione della girellina TB120SS, è il nodo palomar, ottimo anche sul fluorocarbon. La figura e il video collegato a margine ci mostrano come realizzarlo. Per scoprire tanti altri nodi da pesca registrati alla newsletter su pescatv.it.

Attrezzature da palamita

La canna giusta per pescare le palamite da riva è una potente bolognese. Parliamo di bolognese ma si tratta di una canna che a livello internazionale si definisce “allround” perché è un tipo di canna che può essere presa in considerazione anche per la pesca a fondo non troppo pesante, per la pesca alle spigole che fanno nel Veneto (cioè con galleggianti anche da 30-40 grammi) e pure per la pesca a fondo con i pasturatori. Se guardate il video di pesca completo, registrato a Portoferraio, vedrete che tutte le catture sono arrivate sulla mia canna Tempest da 5 metri, un attrezzo che ho voluto mettere a punto non soltanto per la pesca delle palamite e che sono sicuro debba essere nell’attrezzatura di chi frequenta zone portuali.

Innesco e delicatezza

Prima di salutarvi, vi consiglio di innescare la sarda con un apposito ago, dalla parte alta del bracciolo. L’amo dovrà fuoriuscire dall’occhio della sarda e dovrà essere presentato nel modo più naturale possibile. Per fare ciò, vi consiglio un paio di mezzi colli sulla coda della sarda: questo nodo parlato fatto con il rinforzo dello 0,40mm terrà l’esca, evitando che il pesce possa danneggiarsi, schiacciandosi sulla pancia. Un innesco danneggiato alla palamita non piace affatto. Fidatevi di questo consiglio. A presto qui su Pesca TV e anche in edicola su “Pesca Dalla Barca” e “SurfCasting” da Marco Volpi!

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